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Ascolta: sulle onde medie una trasmissione per te!

Sono tre specialisti dei mali presenti che ti parlano, e le ricette che indicano sono infallibili per sanarci e liberarci da tutti i mali, le angosce e le trepidazioni di cui siamo vittime. Chi mi può contestare che la storia è il libro con cui ogni uomo è la sua parola, il suo vivere, i suoi avvenimenti, i suoi fatti più salienti? E per questo è detto che la storia è la maestra della vita. Si grida: “Periodo storico, momento storico! Urge superare il passato e inserirsi nel presente, il resto non conta!”. La storia dell’uomo non si interrompe, continua con lui e si fa storia del suo tempo. Al centro dell’universo Dio ha posto l’uomo, e solo l’uomo, intelligente e libero, è il protagonista del suo bene o del suo male. Sulle strade del nostro pianeta è l’uomo il genio costruttore. Le civiltà passate, presenti e future testimonieranno sempre lui nella sua storia di bene o di male. Indiscusso che all’uomo, intelligente e libero, è data la piena responsabilità di se stesso, nel suo presente e avvenire. Urge non scoprire i pianeti, ma scoprire l’uomo nella sua nobilissima grandezza e alta missione sociale di responsabilità in cui Dio lo ha posto e lo pone fino alla consumazione dei secoli. I problemi di oggi e di sempre non sono quelli di armarsi per cacciare l’uomo malvagio, iniquo, criminale ma, come dice il Servo di Dio (oggi Santo) Padre Giovanni Calabria: “C’è una sola scienza, c’è una sola pedagogia, c’è una sola filosofia per l’uomo: educarlo”. Educarlo è renderlo cosciente di sé e degli altri, è renderlo capace di conoscersi e di volersi sempre più degno di sé e stimato dagli altri. Il sommo bene della famiglia, della società, della Patria è educare gli uomini non solo per responsabilizzarli, ma per renderli maestri di civiltà e coscienti attivisti del fraterno bene comune. L’ignorata e pur conculcata pedagogia evangelica è la sorgente per educare e preparare gli uomini alle loro scelte di responsabilità sociale, a cui devono votarsi per la comune prosperità della famiglia umana. Educare non è imbottire l’uomo di idee, ma è porlo nella gioia di liberarsi da tutte le menzogne e aprirlo alla serena coscienza dei suoi problemi quotidiani, perché condivida con gli altri uomini ogni iniziativa e sacrificio per la giustizia e la pace comune. “Educare, educare, educare gli uomini, se vogliamo salvarli e unirli”: è il grido di Don Calabria. Ed il Beato(oggi Santo) Luigi Guanella altrettanto gridava: “Bisogna amarli gli uomini”. Solo se si amano, si conquistano e si lavano dalle loro lordure, purificandoli da ogni loro odio e malvagità. La ricetta che restituisce all’uomo dignità, nobiltà, sorriso e fiducia è amarlo. E, solo quando l’uomo si sente amato, trasforma se stesso, si rinnova nello spirito e nel costume. Il problema della carità non è dare un pane a chi ha fame, un vestito a chi è nudo, ma con il pane ed il vestito far sentire all’uomo che lo si ama e ci si dispone ad essergli di aiuto in tutto. Diceva Don Guanella che il problema della Carità è la condizione assoluta per l’educazione e formazione civile e cristiana dell’uomo. L’uomo è un Cristiano in misura del suo amare i fratelli. Don Calabria: educare; Don Guanella: amare; ed ecco il messaggio di Don Luigi Orione (ora Santo): “Bisogna avere il coraggio di servire l’uomo, di sentirsi responsabili dei suoi problemi”. Si vive insieme per aiutarsi, per essere insieme scolari e maestri e, nel condividere ogni nostra disponibilità, per reciprocamente sviluppare in noi l’uomo fratello, l’uomo giusto, l’uomo onesto, l’uomo intelligente e coscientemente cristiano. Don Orione diceva: “Sapete perché si ha paura di essere cristiani? Il cristiano è l’uomo che ama, che serve. Chi ama e chi serve non odia, non litiga, non vuole la roba degli altri”. Non è forse questo che fa dell’uomo il genio della pace, l’artista della fraternità? Si ha paura della Chiesa e la si combatte perché disarma gli uomini e li apre alla gioia di amare i propri fratelli, mentre le filosofie materialistiche incitano all’odio e dividono la famiglia degli uomini in tanti settori. Tre Santi, tre pedagoghi, tre ricette infallibili: Don Calabria – educare, Don Guanella – amare, Don Orione – servire, un trinomio da cui scaturisce tutta la scienza per costruire gli uomini cristiani! È certo che non si costruisce la casa senza un fondamento. La società, la famiglia, la Patria, la Chiesa non sono gli uomini? È l’uomo che forma l’ambiente, è l’uomo che costruisce, è l’uomo che educa, è l’uomo responsabile di sé e degli altri. Educare l’uomo, amare l’uomo, servire l’uomo non è forse edificare la famiglia, la società, la Chiesa, la Patria? Credo che nessuno mi può contestare che il problema dei problemi umani, sociali, civili, religiosi, politici e patriottici è l’uomo. E, perché l’uomo possa inserirsi nella società preparato ad un compito per il bene dell’intera famiglia umana, lo si deve educare, aprire all’amore, convincerlo del suo nobilissimo servizio. Le ricette degli esperti ci sono e, data la sapienza di chi le dà, sono infallibili. Resta da convincersi che il Cristo di Dio non si è fatto Uomo per essere un Crocefisso, ma per esserci Maestro, guida, fratello esemplare, bontà e carità per curare tutte le nostre malattie. In croce Lo hanno inchiodato gli uomini, ribelli ad ogni conversione, ma Gesù è sempre Gesù: l’Uomo-Dio, perché gli uomini ritornino ad essere Cristiani.

 

Padre Mario Maria Merlin

Fiaccola n.15/1981

 

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