Ogni giorno è una pagina di storia

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  • 23 Gennaio 2021
  • Tutto il giorno
  • Formia (LT)

La Beata Benedetta Bianchi Porro ha contraddistinto la sua vita non per la sua malattia ma per essere stata illuminata dalla grazia. Benedetta ha vissuto la sua breve vita affidandosi a Dio Padre ogni giorno, accettando la sofferenza e offrendola, certa che la morte non sarebbe stata la fine, ma l’inizio della vita nella luce del cielo. L’ultima parola che le sentiranno pronunciare con la sua ormai flebile voce fu un semplice “grazie” per tutto ciò che Dio le aveva concesso, mentre nel giardino di casa, il 23 gennaio 1964, fioriva una rosa bianca in pieno inverno.
Era una ragazza come noi: amava la famiglia e i numerosi fratelli, era appassionata di medicina e leggeva Platone, Shakespeare e Tolstoj, ma aveva una luce che neppure la più buia sofferenza della malattia avrebbe potuto spegnere.
“A Benedetta piace vivere e sa che è importante parlare alla gente. Benedetta lo sai che grande esempio ci dai, il dolore lo hai vinto con l’amore, questo è il tuo segreto …”.
Così cantavamo noi Oratoriane nel 2007, registrando un recital per poter raccontare alle future giovani Oratoriane la storia e la vita di Benedetta.
Ogni anno nell’Oratorio di Formia si celebra la festa della protettrice e viene diffusa la parola di Dio attraverso la vita della giovane Beata. Quella volta abbiamo voluto realizzare qualcosa di diverso con un linguaggio più simile al nostro, per cercare di avvicinarci al suo stile di vita. Abbiamo provato a far capire come il lavoro di squadra sia importante per porsi al servizio degli altri in base alle proprie peculiarità, come nel gruppo si trovi la forza per affrontare gli ostacoli e il tempo non merita di essere sprecato poiché “Ogni giorno è una pagina di storia da scrivere nel libro della vita”.
Per mettere in piedi il recital sulla vita di Benedetta abbiamo lavorato a lungo, in un periodo della nostra vita in cui ci confrontavamo con le prime esperienze universitarie, qualcuna già con il mondo del lavoro, altre con gli ultimi mesi del liceo. Da lì a poco infatti ognuna di noi avrebbe iniziato ad intraprendere la propria strada, portando con sé un bagaglio di valori.
Oggi provo una profonda tenerezza, ma anche commozione, rivedendo quel lavoro così semplice nella resa finale, ma ricco di ricordi. Parliamo ovviamente di un periodo dove gli smartphone non erano diffusi, non c’erano facebook o whatsapp per comunicare facilmente e non avevamo l’ausilio di filtri e video editing. Dietro quel video rivedo soprattutto un nostro lavoro personale. Molte di noi hanno dovuto metter da parte la propria timidezza, altre hanno studiato per fare del proprio meglio, tutte abbiamo messo a disposizione le nostre capacità e fantasia. Come un vero team abbiamo mostrato rispetto reciproco, impegno e fierezza. E questo è stato possibile grazie alla coordinazione dei nostri capi-squadra, le Sorelle.
I ricordi più piacevoli sono sicuramente per i momenti in cui ci siamo improvvisate arrangiatrici. Ricordo una lunga fase, ma anche tante risate, dedicata alla scelta dei brani da proporre e testi da adattare. Quelle canzoni sono forse anche la chiave del recital, una selezione di hits di cantanti del momento (Laura Pausini, Battiato, Biagio Antonacci, I Gemelli diversi…) e uno specchio della nostra personalità: “È bello il mondo di Dio in primavera! Accorgitene, Roberto, e non contemplare solo te stesso. C’è tanto bello intorno e tanto bene da fare.” Sono parole di Benedetta.

Eliana Di Cecca

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