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	<title>Dagli scritti del Padre Fondatore &#8211; opusmariaereginae.it</title>
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	<description>Educare la donna è cambiare il mondo!</description>
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	<title>Dagli scritti del Padre Fondatore &#8211; opusmariaereginae.it</title>
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		<title>Ascolta: sulle onde medie una trasmissione per te!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[opusmariaereginae]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2022 13:09:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dagli scritti del Padre Fondatore]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono tre specialisti dei mali presenti che ti parlano, e le ricette che indicano sono infallibili per sanarci e liberarci da tutti i mali, le angosce e le trepidazioni di cui siamo vittime. Chi mi può contestare che la storia è il libro con cui ogni uomo è la sua parola, il suo vivere, i [&#8230;]]]></description>
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<p class="has-drop-cap" style="text-align: justify; text-justify: inter-word;">Sono tre specialisti dei mali presenti che ti parlano, e le ricette che indicano sono infallibili per sanarci e liberarci da tutti i mali, le angosce e le trepidazioni di cui siamo vittime. Chi mi può contestare che la storia è il libro con cui ogni uomo è la sua parola, il suo vivere, i suoi avvenimenti, i suoi fatti più salienti? E per questo è detto che la storia è la maestra della vita. Si grida: &#8220;Periodo storico, momento storico! Urge superare il passato e inserirsi nel presente, il resto non conta!&#8221;. La storia dell&#8217;uomo non si interrompe, continua con lui e si fa storia del suo tempo. Al centro dell&#8217;universo Dio ha posto l&#8217;uomo, e solo l&#8217;uomo, intelligente e libero, è il protagonista del suo bene o del suo male. Sulle strade del nostro pianeta è l&#8217;uomo il genio costruttore. Le civiltà passate, presenti e future testimonieranno sempre lui nella sua storia di bene o di male. Indiscusso che all&#8217;uomo, intelligente e libero, è data la piena responsabilità di se stesso, nel suo presente e avvenire. Urge non scoprire i pianeti, ma scoprire l&#8217;uomo nella sua nobilissima grandezza e alta missione sociale di responsabilità in cui Dio lo ha posto e lo pone fino alla consumazione dei secoli. I problemi di oggi e di sempre non sono quelli di armarsi per cacciare l&#8217;uomo malvagio, iniquo, criminale ma, come dice il Servo di Dio (oggi Santo) Padre Giovanni Calabria: &#8220;C&#8217;è una sola scienza, c&#8217;è una sola pedagogia, c&#8217;è una sola filosofia per l&#8217;uomo: educarlo&#8221;. Educarlo è renderlo cosciente di sé e degli altri, è renderlo capace di conoscersi e di volersi sempre più degno di sé e stimato dagli altri. Il sommo bene della famiglia, della società, della Patria è educare gli uomini non solo per responsabilizzarli, ma per renderli maestri di civiltà e coscienti attivisti del fraterno bene comune. L&#8217;ignorata e pur conculcata pedagogia evangelica è la sorgente per educare e preparare gli uomini alle loro scelte di responsabilità sociale, a cui devono votarsi per la comune prosperità della famiglia umana. Educare non è imbottire l&#8217;uomo di idee, ma è porlo nella gioia di liberarsi da tutte le menzogne e aprirlo alla serena coscienza dei suoi problemi quotidiani, perché condivida con gli altri uomini ogni iniziativa e sacrificio per la giustizia e la pace comune. &#8220;Educare, educare, educare gli uomini, se vogliamo salvarli e unirli&#8221;: è il grido di Don Calabria. Ed il Beato(oggi Santo) Luigi Guanella altrettanto gridava: &#8220;Bisogna amarli gli uomini&#8221;. Solo se si amano, si conquistano e si lavano dalle loro lordure, purificandoli da ogni loro odio e malvagità. La ricetta che restituisce all&#8217;uomo dignità, nobiltà, sorriso e fiducia è amarlo. E, solo quando l&#8217;uomo si sente amato, trasforma se stesso, si rinnova nello spirito e nel costume. Il problema della carità non è dare un pane a chi ha fame, un vestito a chi è nudo, ma con il pane ed il vestito far sentire all&#8217;uomo che lo si ama e ci si dispone ad essergli di aiuto in tutto. Diceva Don Guanella che il problema della Carità è la condizione assoluta per l&#8217;educazione e formazione civile e cristiana dell&#8217;uomo. L&#8217;uomo è un Cristiano in misura del suo amare i fratelli. Don Calabria: educare; Don Guanella: amare; ed ecco il messaggio di Don Luigi Orione (ora Santo): &#8220;Bisogna avere il coraggio di servire l&#8217;uomo, di sentirsi responsabili dei suoi problemi&#8221;. Si vive insieme per aiutarsi, per essere insieme scolari e maestri e, nel condividere ogni nostra disponibilità, per reciprocamente sviluppare in noi l&#8217;uomo fratello, l&#8217;uomo giusto, l&#8217;uomo onesto, l&#8217;uomo intelligente e coscientemente cristiano. Don Orione diceva: &#8220;Sapete perché si ha paura di essere cristiani? Il cristiano è l&#8217;uomo che ama, che serve. Chi ama e chi serve non odia, non litiga, non vuole la roba degli altri&#8221;. Non è forse questo che fa dell&#8217;uomo il genio della pace, l&#8217;artista della fraternità? Si ha paura della Chiesa e la si combatte perché disarma gli uomini e li apre alla gioia di amare i propri fratelli, mentre le filosofie materialistiche incitano all&#8217;odio e dividono la famiglia degli uomini in tanti settori. Tre Santi, tre pedagoghi, tre ricette infallibili: Don Calabria &#8211; educare, Don Guanella &#8211; amare, Don Orione &#8211; servire, un trinomio da cui scaturisce tutta la scienza per costruire gli uomini cristiani! È certo che non si costruisce la casa senza un fondamento. La società, la famiglia, la Patria, la Chiesa non sono gli uomini? È l&#8217;uomo che forma l&#8217;ambiente, è l&#8217;uomo che costruisce, è l&#8217;uomo che educa, è l&#8217;uomo responsabile di sé e degli altri. Educare l&#8217;uomo, amare l&#8217;uomo, servire l&#8217;uomo non è forse edificare la famiglia, la società, la Chiesa, la Patria? Credo che nessuno mi può contestare che il problema dei problemi umani, sociali, civili, religiosi, politici e patriottici è l&#8217;uomo. E, perché l&#8217;uomo possa inserirsi nella società preparato ad un compito per il bene dell&#8217;intera famiglia umana, lo si deve educare, aprire all&#8217;amore, convincerlo del suo nobilissimo servizio. Le ricette degli esperti ci sono e, data la sapienza di chi le dà, sono infallibili. Resta da convincersi che il Cristo di Dio non si è fatto Uomo per essere un Crocefisso, ma per esserci Maestro, guida, fratello esemplare, bontà e carità per curare tutte le nostre malattie. In croce Lo hanno inchiodato gli uomini, ribelli ad ogni conversione, ma Gesù è sempre Gesù: l&#8217;Uomo-Dio, perché gli uomini ritornino ad essere Cristiani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Padre Mario Maria Merlin</strong></em></p>
<p><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;">Fiaccola n.15/1981</span></p>





<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il mio Sì per gli altri</title>
		<link>https://www.opusmariaereginae.it/il-mio-si-per-gli-altri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[opusmariaereginae]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2022 12:42:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dagli scritti del Padre Fondatore]]></category>
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					<description><![CDATA[Giovani carissimi, dal cuore aperto, tutto sogno e ricerca per un qualche cosa che, nell&#8217;entusiasmo e brama di qualificarvi, vi realizzi confor­me all&#8217;argento vivo che vi brucia sotto i piedi, a voi, solo a voi quest&#8217;umile lezio­ne, riflessione, meditazione sulla parola SÌ. Se le parole hanno ancora un senso, un loro specifico valore, credo non [&#8230;]]]></description>
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<p class="has-drop-cap" style="text-align: justify; text-justify: inter-word;">Giovani carissimi, dal cuore aperto, tutto sogno e ricerca per un qualche cosa che, nell&#8217;entusiasmo e brama di qualificarvi, vi realizzi confor­me all&#8217;argento vivo che vi brucia sotto i piedi, a voi, solo a voi quest&#8217;umile lezio­ne, riflessione, meditazione sulla parola SÌ. Se le parole hanno ancora un senso, un loro specifico valore, credo non vi sia difficile comprendere che un nostro SÌ è la risposta ad un particolare impegno, ad un ideale, ad uno stato di vita per i quali ci si dona per la gioia ed il bene degli altri. Non penso scantonare nell&#8217;assurdo se oso affermare che nel vocabolario delle parole il SÌ è l&#8217;anello che tutte le con­giunge e ne fa un soffio vitale nei singoli e specifici valori e perché. Il SÌ è un atto, un gesto di cosciente e intelligente volontà per una ben determi­nata azione, specifica missione, scelta per uno stato di vita. L&#8217;uomo, intelligente e libero, sul suo cammino è se stesso e rea­lizza se stesso in misura dei suoi intelli­genti e coscienti SÌ. Lettori e Lettrici, con riflessiva intelligenza introspettitevi e, più che congetturare, rendetevi persua­si e convinti che solo l&#8217;uomo intelligente e libero è responsabile dei suoi SÌ. E con i suoi SÌ l&#8217;uomo impegna se stesso e si fa genio della sua intelligenza e volontà con le quali arditamente si qualifica nelle più onerose conquiste, particolari missioni ed eroiche scelte. Indiscusso che il SÌ dell&#8217;uomo non è per lui, ma per gli altri, e proprio perché è per gli altri, questo SÌ costituisce per se stesso il sublime atto del suo amore, del suo senso frater­no, della sua intima bontà ed evangelica carità. È proprio dell&#8217;Amore vivere per gli altri e, nel Fiat della Madonna bene­detta, primo SÌ alla chiamata di Dio per la salvezza del mondo, si apre una storia di eroismo e di bontà sempre presenti, davanti alla quale tutta la scienza umana svanisce come l&#8217;ombra al sorgere della lu­ce. Lo so, lo conosco che nell&#8217;impe­ro dell&#8217;egoismo e dell&#8217;autosufficienza al SÌ si è sostituito l&#8217;IO, e per questo la famiglia umana vaga smarrita e delusa, trepida attende gli uomini del SÌ per ri­trovare la sua sicura guida per un mondo migliore. La babele delle idee, delle facili proposte, delle insipienti congetture im­pongono delle serie riflessioni. Buoni e ardenti giovani, aprite la vo­stra mente ed il vostro cuore alla luce del Vangelo e, con la forza della vostra buo­na volontà, uscite dai compromessi e fate le vostre scelte valide e ardimentose. Ri­trovatevi, riscopritevi nei vostri intelli­genti SÌ. «Se vuoi essere perfetto va&#8217;, vendi ciò che hai e dallo ai poveri; poi vieni e se­guimi», ha detto Gesù. Carissimi giovani, questo non è un lin­guaggio di altri tempi, fuori moda, ma la parola di sempre, sempre urgente, specie oggi se si vuole convogliare nella giusti­zia, nella fraternità e nell&#8217;amore evangeli­co tutte le genti per fare di tutti i popoli un solo popolo di Dio. Tocca a voi, proprio a voi, giovani ar­denti e buoni, aprirvi alle chiamate di Dio e, nei vostri SÌ, rendervi pionieri di redenzione e di pace.</p>
Le avventure dei SÌ sono la testimo­nianza del Crocefisso, di cui il Papini scrive: «L&#8217;uomo più amato perché il più fuggito e combattuto». Se tutta la reli­gione è amarsi scambievolmente, chi mi può contestare che il mio reale amore per i fratelli è il mio SÌ a Dio?</p>
Quanto sono meravigliose le scelte di Dio in coloro che nel loro SÌ alla chia­mata sono i geni del Vangelo, gli uomini apostolici della bontà, della santità, della carità!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Padre Mario Maria Merlin</strong></em></p>



<p>Fiaccola n. 3/1978</p>



<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alla scuola dell&#8217;Amore</title>
		<link>https://www.opusmariaereginae.it/alla-scuola-dellamore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[opusmariaereginae]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 May 2021 09:15:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dagli scritti del Padre Fondatore]]></category>
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					<description><![CDATA[Il nostro problema più difficile e mai risolto è quello di amare. Nei messaggi evangelici Gesù è chiaro nell&#8217;insegnarci che, per tradurre in Amore tutto il nostro essere, la chiave è nell&#8217;intelligente impegno di amare le cose amare. La panoramica su questo problema sconfina nell&#8217;infinito e, per quanto l&#8217;intelligenza ed il giudizio si impegnino a [&#8230;]]]></description>
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<p class="has-drop-cap" style="text-align: justify; text-justify: inter-word;">Il nostro problema più difficile e mai risolto è quello di amare.
Nei messaggi evangelici Gesù è chiaro nell&#8217;insegnarci che, per tradurre in Amore tutto il nostro essere, la chiave è nell&#8217;intelligente impegno di amare le cose amare. La panoramica su questo problema sconfina nell&#8217;infinito e, per quanto l&#8217;intelligenza ed il giudizio si impegnino a rispondere, l&#8217;arcobaleno dell&#8217;Amore è là, fisso tra Cielo e terra, dopo le bufere e le tempeste. Il fine dell&#8217;Amore è la stessa vita. E, se la vita non è Amore, tutto è clandestino, vanificato e smentito.
È inutile congetturare sull&#8217;Amore, bisogna amare. E solo chi impara ad amare fa di se stesso l&#8217;equilibrato uomo dell&#8217;Amore.
La forza dell&#8217;Amore non ha competitori, perché l&#8217;Amore mai è vinto e mai è vincitore. 
La scuola dell&#8217;Amore è la vita stessa nel suo Amore. Ogni uomo è un palpito d&#8217;Amore creativo di Dio, e l&#8217;uomo realizza se stesso in misura del suo amare ed imparare ad amare.
Un genio intellettuale chiese al magnifico scienziato Enrico Medi un giudizio sulla persona del Beato Luigi Guanella. E quale sorpresa quando il nobile scienziato gli rispose: &#8220;Un uomo che ha saputo fare&#8221;.
La rivoluzione cristiana operata da Gesù è tutta nel suo Amore. Chi ama vive al di sopra di tutto e di tutti, e la sua pacifica e silenziosa forza rimuove tutti gli ostacoli senza pestare i piedi a nessuno. L&#8217;autodifesa di Gesù agonizzante sulla Croce è la suprema sentenza di condanna per tutti coloro che non amano: &#8220;Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno&#8221;.
Credo che non sia facile convincersi che tutta la nostra nobiltà e intelligente coscienza è nel saper compatire, perdonare.
È fuori discussione che Dio salva gli uomini perché li ama. Il divino Dante afferma che il Paradiso è… &#8220;dove l&#8217;Amore è sempre&#8221;.
L&#8217;insigne compositore delle armonie musicali, don Lorenzo Perosi, trova la settima voce per la Santa Messa che proclamerà Don Bosco &#8220;Santo&#8221; nel fruscio delle acque che scorrono a valle.
 Alla scuola dell&#8217;Amore tutto è sempre novità. L&#8217;uomo, in chiave-amore, è un misterioso strumento. Ed i suoi sensi, nell&#8217;Amore, sono il perché di tutto il bene che la stessa mente è impari a conoscere.
La palestra per eccellenza per noi è l&#8217;Amore. Ed aprirsi all&#8217;Amore è irradiare virtù, esemplarità, mitezza e umiltà. </p>



<p><em><strong>Padre Mario Maria Merlin</strong></em></p>



<p>Pieve di Soligo, 2.4.1990</p>



<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Due stelle sul nostro cammino</title>
		<link>https://www.opusmariaereginae.it/due-stelle-sul-nostro-cammino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[opusmariaereginae]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2021 11:18:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dagli scritti del Padre Fondatore]]></category>
		<category><![CDATA[Donna]]></category>
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					<description><![CDATA[Sappiamo che non si va in Paradiso senza la santità. La santità non è fare i miracoli, non è morire martiri. La Santità è grazia, la Santità è carità, la Santità è amore fraterno. Dio ci vuole salvi. È volontà di Dio che tutti gli uomini si salvino. Possiamo noi volere la vita senza Colui [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap" style="text-align: justify; text-justify: inter-word;">Sappiamo che non si va in Paradiso senza la santità. La santità non è fare i miracoli, non è morire martiri. La Santità è grazia, la Santità è carità, la Santità è amore fraterno. Dio ci vuole salvi. È volontà di Dio che tutti gli uomini si salvino. Possiamo noi volere la vita senza Colui che dà la vita? Che è la sorgente della vita? Se voglio farmi santo, se voglio la santità, bisogna che io ricorra, attinga alla santità. La santità è Gesù, la santità è la Madonna. Ogni Santo è un fiore sbocciato ai piedi della Madonna. È il mondo che ha cantato e canta ancora: “Tutta bella, tutta santa, tutta immacolata sei Tu, o Maria, e macchia non c’è in Te”. Tutti vediamo e conosciamo quello che è bene, quello che è male, quello che è mondano, quello che è ipocrisia. Stiamo attenti! Colui che dona la vita, Colui che è la vita e che ci vuole santi per la nostra beatitudine eterna con Lui per sempre nell’eternità ci ha dato la Madonna. Ecco il Modello di ogni santità per la bambina, la scolaretta, la fidanzata, la sposa, la mamma, l’apostolo. Tutti i gradi della vita sociale li ha vissuti la Madonna. L’Angelo ce la rivela: “Piena di Grazia!”. Non poteva ricevere di più, era piena. Ecco che la Madonna non ha fatto miracoli. I miracoli li ha fatti il Signore, tramite anche la sua intercessione. Ella fu sempre semplice, modesta, sorridente, materna, operaia, donna di casa. Cerchiamo da parte nostra di renderci coscienti e di impegnarci per dare alla nostra vita il senso della santità, il senso della Grazia, il senso dell’ordine. La verginità e la purezza sono ordine, armonia del nostro corpo. Tutta la bellezza del nostro essere fisico è nell’ordine. L’Apostolo Paolo dice che gli atleti fanno tanto per poter riuscire a vincere ed essere acclamati. Anche noi dobbiamo impegnarci a fare di tutto per raggiungere la santità. La santità è ordine, ordine in tutto. Tutto nella naturalezza, tutto nella bellezza. La vita è bella in se stessa, meravigliosa in se stessa. Dio non c’è l’ha data per farci soffrire, per offenderci uno con l’altro. C’è l’ha data per emularci nelle più belle virtù. Ha detto Gesù: “Io sono la Luce.” Nella luce tutto si vede e tutto fiorisce, tutto germoglia. Ecco, allora, nel nostro essere fisico tutto deve essere ordine, modestia, candore, bellezza. Ecco la Madonna, ecco la tutta bella, ecco la tutta Santa, ecco il Modello di ogni creatura nell’ordine fisico, nell’ordine morale, nella Grazia che splende come la luce e che profuma come un fiore! Ecco Gesù! Egli Gesù ce l’ha detto chiaramente: “Io sono la Via, Io sono la Verità, Io sono la Vita!”. E anche Lui ha vissuto su questa terra, ha lavorato, ha sofferto, ha parlato per insegnarci e ci ha dato l’esempio. Possiamo non essere buoni, possiamo non farci santi, possiamo non vivere il nostro Cristianesimo, quando ci hanno preceduti e ci precedono sempre Gesù e la Madonna? Gesù e la Madonna devono essere le due stelle sul nostro cammino. La Madonna ci precede in tutto. Gesù, Grazia e Amore, è Carità per infiammarci, per fortificarci, per renderci capaci di amare. L’Amore è tutto. Sant’Agostino diceva: “Ama e fa’ quello che vuoi”. Un’anima che ama entra nella pienezza della sua libertà. L’Amore può fare il male? No, perché è bontà infinità. Un Cristiano che ama non può fare il male perché ama. Cogliamo questi richiami, immergiamoci in questa luce e seguiamo con tutto il cuore e con tutta la nostra buona volontà Gesù e la Madonna.</p>



<p><em><strong>Padre Mario Maria Merlin</strong></em></p>



<p>Pieve di Soligo, settembre 1994</p>



<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una Stella brilla nel cielo per noi</title>
		<link>https://www.opusmariaereginae.it/una-stella-brilla-nel-cielo-per-noi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[opusmariaereginae]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2020 10:06:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dagli scritti del Padre Fondatore]]></category>
		<category><![CDATA[Donna]]></category>
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					<description><![CDATA[Dio, dopo aver maledetto l’uomo ed il serpente, annunciò una Speranza: “Verrà una Donna…”. Le Litanie lauretane sono una miniera inesauribile di lodi e di proclamazioni per ingemmare questa Creatura di luce, di sapienza, di santità, di bontà, soprattutto perché gli uomini comprendano che nella Donna-Maria hanno la loro Mamma. È assolutamente impossibile spegnere nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-drop-cap" style="text-align: justify; text-justify: inter-word;">Dio, dopo aver maledetto l’uomo ed il serpente, annunciò una Speranza: “Verrà una Donna…”. Le Litanie lauretane sono una miniera inesauribile di lodi e di proclamazioni per ingemmare questa Creatura di luce, di sapienza, di santità, di bontà, soprattutto perché gli uomini comprendano che nella Donna-Maria hanno la loro Mamma. È assolutamente impossibile spegnere nel cuore degli uomini l’amore per la mamma, di colei che ci ha generati. Chi vi scrive sente tutta la venerazione per la creatura femminile, perché solo a questa creatura Dio ha dato il privilegio altissimo di essere mamma. Non c’è parola che possa riempire il cuore e la mente di speranza e di gioia come la parola “mamma”. Fin da piccolino ho sempre sentito un’attrattiva verso la Madonna. Ricordo i miei mesi di maggio. Non potevo andare in Chiesa senza portare un fiore alla Madonna, anche da grande. Quale altissimo privilegio per noi poter chiamare la Madonna “Mamma”, poterLa amare, poterci sentire amati da Lei! Dobbiamo tornare bambini per sentire questo trasporto, questa serenità di spirito e seminare sul nostro cammino infinite giaculatorie. <strong><em>“Maria, dammi la gioia di amarti! Mamma mia, salva l’anima mia!”</em></strong>. Sono giaculatorie che non abbiamo imparato, ma che il cuore ci suggerisce specialmente quando ci incontriamo con Lei, davanti a una sua immagine. San Bernardo ebbe la sorte di sentirsi risalutare perché egli, ogni volta che incontrava un’immagine della Madonna, La salutava: <strong><em>“Ave, Maria, Ave, Maria!”</em></strong>. La Madonna un giorno gli rispose: <strong><em>“Ave, Bernardo!”</em></strong>. Possiamo anche noi, con le nostre giaculatorie, con le nostre piccole visite, nei luoghi dove è esposta una sua statua o immagine, sentire sulla nostra testa la carezza di questa Mamma Benedetta, di questa Regina del Cielo, di questa Porta del Paradiso, di questa Immacolata e purissima Vergine senza peccato.</p>

<p><em><strong>Padre Mario Maria Merlin</strong></em></p>



<p>Pieve di Soligo, maggio 1990</p>



<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un messaggio d’amore</title>
		<link>https://www.opusmariaereginae.it/un-messaggio-damore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[opusmariaereginae]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Nov 2020 17:53:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dagli scritti del Padre Fondatore]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
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					<description><![CDATA[È doloroso, ma vero! Nonostante la nostra capace intelligenza, noi ignoriamo che nel nostro vivere siamo fratelli e sorelle nell&#8217;unico Padre, Dio Creatore, e nell&#8217;unica Madre, Maria Santissima, la Donna dell&#8217;Amore. Nessuno può contestarmi che l&#8217;uomo e la donna sono nati per amarsi. Dio Amore non ci ha creati per l&#8217;odio, per le risse, per [&#8230;]]]></description>
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<p class="has-drop-cap" style="text-align: justify; text-justify: inter-word;">È doloroso, ma vero! Nonostante la nostra capace intelligenza, noi ignoriamo che nel nostro vivere siamo fratelli e sorelle nell&#8217;unico Padre, Dio Creatore, e nell&#8217;unica Madre, Maria Santissima, la Donna dell&#8217;Amore. Nessuno può contestarmi che l&#8217;uomo e la donna sono nati per amarsi. Dio Amore non ci ha creati per l&#8217;odio, per le risse, per i contrasti, ma per sentirci uniti nella carità e nella fraternità. Dio ci ha creati per la felicità, non per le lacrime, per gli spasimi, per la miseria e per l&#8217;odio. Dio è Amore, e poteva creare l&#8217;uomo per l&#8217;odio, per gli scontri, per la guerra e per le miserie? Dio Amore che cosa non ha dato e non dona all&#8217;uomo che crede in Lui, Lo ama e ne segue i Comandamenti? Chi non è di Dio e non vive con Dio è un povero smarrito, un povero mendicante, ha gli occhi e non vede, ha la volontà inoperosa. I tesori che Dio gli ha dato li calpesta sotto i piedi, e piange la sua povertà, la sua miseria, il suo soffrire. Dio Amore ci vuole felici. Ma chi di noi cerca la felicità universale, si adopera perché tutti gli uomini siano tra loro fratelli e nel mondo regnino l&#8217;Amore, la Giustizia e la Carità? La paternità di Dio ha dato a tutti gli uomini ogni cosa secondo le esigenze di tutte le creature perché siano felici, vivano nella preghiera, nella pace, amando Lui e i fratelli. Bella e sconcertante l’espressione di uno scrittore sulla situazione di tanti uomini: &#8220;Sono intelligenti, ma non comprendono; hanno le mani, ma non lavorano; hanno un cuore, ma non amano; sono liberi, ma vivono come schiavi; tutto possiedono, ma nessuno apre il cuore a donare.” E poi si grida: &#8220;Dio, Dio dov&#8217;è?&#8221;. Non possiamo negarlo, l&#8217;uomo ha scoperto tante cose, ma non ha compreso che tutti i tesori che Dio ha disseminato nella creazione non sono per sé, ma per tutti i viventi. Nell&#8217;uomo dal cuore aperto e capace di amare si sono inseriti, purtroppo, la superbia, l&#8217;orgoglio, l&#8217;egoismo: tutto per sé, nulla per gli altri! Nel disegno di Dio ogni bene è per tutti gli uomini. E chi lo scopre è il caro fratello che dona a tutti la gioia di possedere un qualche cosa che maggiormente lo rende felice nel suo vivere e convivere. Non posso non auspicare che tutti gli uomini si aprano alla Carità, all&#8217;Amore, per costruire nel mondo una famiglia cristiana dove regni Gesù, il perché dell&#8217;Amore. Gli uomini sono creati per l&#8217;Amore, e nel vivere comune tutto si possiede con l&#8217;Amore. Tutto è nulla e perduto dove non si ama. La parola d&#8217;ordine, nel disegno di Dio, per fare degli uomini la grande famiglia della fraternità e dell&#8217;Amore è questa: &#8220;Amatevi, amatevi e sarete felici con tutti. Con tutti sarete carissimi e amatissimi fratelli&#8221;.</p>



<p><em><strong>Padre Mario Maria Merlin</strong></em></p>



<p>Pieve di Soligo, 10 aprile 2006</p>



<p>&nbsp;</p>
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		<title>Formare la donna…</title>
		<link>https://www.opusmariaereginae.it/formare-la-donna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[opusmariaereginae]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2020 16:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dagli scritti del Padre Fondatore]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco il perché degli Oratori femminili: illuminare, educare, istruire la bambina, perché prenda coscienza di se stessa, apra gli occhi alla sua convivenza sia in famiglia sia nella scuola, sia nella società e sappia difendersi e sottrarsi a tutte le menzogne che vengono sciorinate in ogni ambiente. Purtroppo, è doloroso ma è vero, la donna [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-drop-cap" style="text-align: justify; text-justify: inter-word;">Ecco il perché degli Oratori femminili: illuminare, educare, istruire la bambina, perché prenda coscienza di se stessa, apra gli occhi alla sua convivenza sia in famiglia sia nella scuola, sia nella società e sappia difendersi e sottrarsi a tutte le menzogne che vengono sciorinate in ogni ambiente. Purtroppo, è doloroso ma è vero, la donna è sempre stata un oggetto non una persona e, secondo il disegno di Dio, non c’è creatura più nobile, non c’è creatura più da amarsi, non c’è creatura più da ascoltare come la mamma.<br>Perché solo alla donna è dato questo nome sublime che ci tocca il cuore e ci commuove: “La mia cara mamma!”.<br>Gli Oratori femminili hanno la missione di formare, di aiutare la donna.<br>Le Sorelle sono le maestre e l’Oratorio è una scuola dove si gioca, si salta, si fanno delle passeggiate, anche questo perché ci vuole un diversivo, ma soprattutto si impartisce un’educazione, un’istruzione, si forma una coscienza responsabile, per avere una famiglia, una scuola, una società civile e, soprattutto, anche fraterna. Dov’è oggi la fraternità? Dov’è la Carità? Dov’è oggi la stima reciproca? Poveri bambini, povere bambine!<br>Attraverso i mezzi di comunicazione si sentono tante notizie sconcertanti. Io ho vergogna di richiamarne qualcuna. Quanto ho sofferto, quanto ho combattuto, quanto combatto ancora perché il demonio non vuole che sorgano queste scuole di educazione, di formazione, di istruzione femminile.<br>Dio nel redimere il povero peccatore ha mandato prima la donna perché è stata la donna che ha peccato e ha rovinato la famiglia e il mondo intero.<br>Allora ecco Maria, la donna che precede Gesù per la redenzione dell’uomo, per la rivendicazione dei diritti umani, per dare all’uomo ancora la gioia di sentirsi nella sua pienezza di libertà e nella gioia di essere padre, nella gioia di essere il costruttore, e soprattutto per l’edificazione del Regno dei Cieli, di una umanità in cui regnano la Giustizia e la Pace.<br>Io sono vecchio ormai e godo se i papà, se le mamme si interessano e collaborano con le mie care figliole per rinnovare il mondo attraverso la fanciulla, attraverso la giovane.<br>Cosa c’è nel mondo? Dov’è questa gioventù femminile? Io dico tante volte confidenzialmente a persone intellettuali, anche a Sacerdoti: fra dieci anni che cosa avremo nel mondo con questa gioventù sbandata, con questa gioventù corrotta, corrottissima, con questi aborti, con questo costume?<br>E allora ringraziamo Dio che ha voluto, attraverso questo povero Sacerdote, dare una Congregazione, dare delle religiose che in tutto si prodigano perché la donna riabbia il suo volto, la sua stima, la sua civiltà e soprattutto la fiducia di tutti.</p>

<p><em><strong>Padre Mario Maria Merlin</strong></em></p>



<p>Formia, 17.9.1995</p>



<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La croce portata con Gesù e per Gesù</title>
		<link>https://www.opusmariaereginae.it/la-croce-portata-con-gesu-e-per-gesu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[opusmariaereginae]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2020 15:53:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigliati dalla Fiaccola]]></category>
		<category><![CDATA[Dagli scritti del Padre Fondatore]]></category>
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					<description><![CDATA[Padre (oggi Santo) Giovanni Calabria diceva: “Ama la sofferenza, vivi la tua sofferenza. Non chiedere al Signore di soffrire, ma valorizza quotidianamente tutto quello che soffri”.Non è Dio che ci fa soffrire. È una stoltezza pensare che la sofferenza è volontà di Dio.La volontà di Dio è la nostra felicità, è la nostra fraternità. Ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-drop-cap" style="text-align: justify; text-justify: inter-word;">Padre (oggi Santo) Giovanni Calabria diceva: “Ama la sofferenza, vivi la tua sofferenza. Non chiedere al Signore di soffrire, ma valorizza quotidianamente tutto quello che soffri”.<br>Non è Dio che ci fa soffrire. È una stoltezza pensare che la sofferenza è volontà di Dio.<br>La volontà di Dio è la nostra felicità, è la nostra fraternità. Ma noi non vogliamo soffrire, e siamo dei malati gravi, perché siamo coinvolti dal cancro del peccato. Amiamo più le nostre miserie che un gesto di bontà, che un gesto di amore, che un gesto di virtù.<br>Siamo incancreniti nella superbia, nell’orgoglio, nell’invidia, nella gelosia. E a volte ci combattiamo l’uno con l’altro, ci pestiamo i piedi l’uno con l’altro. E avanti a mormorare, a pettegolare, a giudicare!<br>San Bernardo dice: <em>“Non c’è penitenza più grande di quella di vivere insieme”</em>. Lo Spirito Santo nelle S. Scritture, però, dice anche che non c’è cosa più bella, non c’è cosa più santa come vedere e contemplare i fratelli che vivono insieme nella carità.<br>Ma che cosa vuol dire carità?<br>Carità è compatire, carità è perdonare, carità è tollerare, carità è tacere, carità è chiudere gli occhi.<br>Quando il vento soffia terribilmente, distrugge tutto, secca la terra. È terribile! Così, quando in noi manca la carità, manca il senso della sofferenza, manca soprattutto il senso dell’eternità, del nostro salire, del nostro, come rileva l’Apostolo Paolo, completarci nel Crocifisso.<br>Il mistico Bossuet diceva: <em>“A nessuno di noi è stato mai chiesto di abbracciare la croce e morirvi sopra, tranne che a qualche martire privilegiato”.</em><br>Che cosa conosciamo della croce?<br>Purtroppo noi la conosciamo, ma siamo dei ribelli. Non vogliamo accettarla, e quanto più non l’accettiamo, tanto più ci pesa sulle spalle, ci schiaccia il cuore, ci tormenta in tutti i sensi, perché il trono di Dio sulla terra è la Croce, in Paradiso è la Gloria.<br>E la Madonna ce ne dà una conferma. Ai pastorelli di Fatima disse che non li avrebbe fatti felici sulla terra.&nbsp; <em>“Per aspera ad astra”</em>: attraverso il sacrificio, attraverso la sofferenza, attraverso la crocifissione si entra nella gloria eterna.<br>Francesco diceva: <em>“Tanto è il bene che mi aspetto, che ogni pena mi è diletto”.</em><br>E allora bisogna amare! Amare anche le cose amare? Bisogna inghiottire l’amaro, come diceva Don Guanella (oggi Santo): <em>“Guarda in su, e manda giù!”.</em><br>Solo se ci uniremo al Crocifisso e soffriremo con Lui entreremo nella gloria eterna.</p>

<p><em><strong>Padre Mario Maria Merlin</strong></em></p>



<p>Formia, 14.09.1995&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nei capolavori di Dio&#8230;la famiglia</title>
		<link>https://www.opusmariaereginae.it/nei-capolavori-di-dio-la-famiglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[opusmariaereginae]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2019 13:54:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dagli scritti del Padre Fondatore]]></category>
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					<description><![CDATA[Gesù con San Giuseppe e la Vergine Immacolata non forma una famiglia che Dio ha costituito tra gli uomini come tipo ed esemplare per la rinascita della famiglia umana, sorgente di vita e scuola di amore fraterno? Non c’è cieco come colui che non vuol vedere, e sordo come colui che non vuol sentire. La [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-drop-cap" style="text-align: justify; text-justify: inter-word;">Gesù con San Giuseppe e la Vergine Immacolata non forma una famiglia che Dio ha costituito tra gli uomini come tipo ed esemplare per la rinascita della famiglia umana, sorgente di vita e scuola di amore fraterno? Non c’è cieco come colui che non vuol vedere, e sordo come colui che non vuol sentire. La verità c’è per tutti, accessibile a tutti, alla portata di tutti. È scomoda la verità per chi cerca se stesso ed il suo tornaconto! Volersi buoni e porsi al servizio degli altri è Amore, è Carità, è vivere il Vangelo, è fare della famiglia la vera ed autentica piccola Chiesa. Vedere nella donna non l’oggetto dei propri comodi, ma la mamma, la nobilissima creatura dell’amore, del sacrificio, del sono di sé, specie oggi, è dare alla famiglia il suo volto, la sua dignità, il suo focolare ardente di gioia, di serenità e di vita. Urge aprire gli occhi ed infine vedere ogni cosa nella sua realtà e fondamentale attività! Nella creazione, come dice la Genesi, Dio ha fatto bene ogni cosa e, quando guardò tutto il creato, non solo se ne compiacque, ma tutto benedisse perché tutto era bello, buono e conforme alla sua Volontà. E l’uomo, che il diretto collaboratore di Dio, giudicando il proprio operato, può dire che ogni sua opera è buona, valida e, compiacendosene, goderne e benedirne il Signore?&nbsp; Il bene e il male scaturiscono dalla famiglia. Se si vuole rifare un mondo migliore, urge che la famiglia rientri nel suo ruolo di diretta collaboratrice di Dio per la vita. La famiglia, nel disegno di Dio è per la vita, solo per la vita. Collaborare con Dio è edificare, è rendere sempre più bella la creazione, il giardino in cui l’uomo con Dio vive, con Dio ama, con Dio è comunione di bontà con i fratelli, con i quali cammina verso la beata eternità nella reciproca carità. La carità e l’amore scaturiscono dal Vangelo e dai Comandamenti di Dio. Nella luce del Vangelo e dei Comandamenti di Dio la famiglia cristiana è la condizione assoluta per rifare del mondo la famiglia di Dio.</p>

<p><em><strong>Padre Mario Maria Merlin</strong></em></p>



<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lettera aperta alle Oratoriane</title>
		<link>https://www.opusmariaereginae.it/lettera-aperta-alle-oratoriane-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[opusmariaereginae]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Nov 2019 17:34:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dagli scritti del Padre Fondatore]]></category>
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					<description><![CDATA[Oratoriane carissime, conoscete quanto è grande, nobile e responsabile la donna? Dio l’ha messa accanto all’uomo, non solo per guidarlo, ma per renderlo felice. Bisogna prendere coscienza che la donna, solo la donna, cambierà il mondo. La Chiesa, la famiglia e la scuola sono quello che è la donna, la donna educatrice, la donna maestra, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-drop-cap" style="text-align: justify; text-justify: inter-word;">O<em><strong>ratoriane carissime</strong></em>, conoscete quanto è grande, nobile e responsabile la donna? Dio l’ha messa accanto all’uomo, non solo per guidarlo, ma per renderlo felice. Bisogna prendere coscienza che la donna, solo la donna, cambierà il mondo. La Chiesa, la famiglia e la scuola sono quello che è la donna, la donna educatrice, la donna maestra, la donna della fede, la donna della purezza, la donna mamma. La mamma è la vita, e la vita è Dio. La mamma è il perché della vita, e Dio è vita fino alla consumazione dei secoli con la mamma. Nei suoi disegni tra le creature femminili Dio è singolarmente meraviglioso. Com’è bella, amabilissima, santa la vita nella volontà di Dio! La felicità dell’uomo è la vita, solo la vita. La vita è la creazione in tutto lo splendore dei suoi singoli esseri, e proprio questa verità è l’incanto d’una bellezza sempre nuova. La vita è un palpito d’Amore di Dio Amore. Chi conosce l’Amore? Lo si cerca, lo si vuole, ma non lo si vive. Quando la vita è Amore, tutto nella vita è puro, santo, umano e regale. Il Cielo è per la santità, e proprio nell’Amore la vita è santità. E lo è per l’universale fraternità nel mondo, per la gioia e per il bene comune.</p>
<p><strong><em><em>Padre Mario Maria Merlin</em></em></strong></p>
<p><em>Formia, 9.4.1999</em></p>
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