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Diciassettesima Puntata: di tappa in tapa

A Pozzo Guacito dove Padre Mario si trova nel 1946 non c’è solo un Santuario, ma anche una Parrocchia e qui rifioriscono i sogni della sua gioventù: la Parrocchia! Ma per Padre Mario la sosta in una Parrocchia è di breve durata.
A Ceglie Messapica c’è per i Guanelliani una donazione, per l’ospitalità e l’assistenza a tanti bambini e giovani, che attende di essere realizzata. E chi mandare? Non lo dimentichiamo, Padre Mario è un Religioso, membro della Famiglia Guanelliana. Egli obbedisce e va. Ma in molti nell’ambiente gli sono ostili e rendono amara e spinosa la missione, tanto che i Superiori decidono di trasferire altrove Padre Mario.
Nell’ autunno del 1947 la sua destinazione è nell’Arcidiocesi di Gaeta con un orfanotrofio in Conca di Gaeta e il Santuario della Madonna della Civita in Itri. Il Padre è un po’ perplesso e ne scrive a Padre Giovanni Calabria che, nello stile solito dei santi, risponde laconicamente: ” Va’, la Madonna lí ti aspetta!”. E Padre Mario va, sempre fiducioso nella Madonna che tanto ama e nella parola del suo Padre spirituale.
Lo attendono un orfanotrofio da avviare dalle fondamenta e un Santuario in parte diroccato e ridotto a casa di serpenti e bestie selvatiche. Lo stesso quadro della Madonna, giunto chiuso in una cassa sulle rive del mare di Gaeta e trasferitosi miracolosamente su di un elce del Monte Civita, giace sporco e irriconoscibile su dei calcinacci al suolo.
C’è da lavorare e da lavorare sodo. Ma questo per Padre Mario non è un problema. Siamo negli anni immediatamente seguenti all’ultima guerra mondiale e in questa zona tanto martoriata tutte le ferite sono ancora aperte, nelle città come nel cuore di tutti, perché tutti hanno tremendamente sofferto in perdite dei propri cari e dei propri beni. Ciò che sopra ogni cosa è urgente ricostruire sono i cuori affranti e a questi guarda soprattutto Padre Mario.
Appena il Santuario può offrire un aspetto decente egli invita pellegrini che accoglie con amabile bontà, organizza pellegrinaggi dai paesi circostanti. E i fedeli partecipano, accorrono a volte con lunghi viaggi a piedi a ritrovare nella loro Madonna la forza di andare avanti con più pace e serenità. Organizza anche una “peregrinatio Mariae” con il quadro miracoloso, non senza le mille difficoltà di coloro che, gelosi della loro Madonna, ne ostacolano la temporanea assenza dal Santuario.
Anche l’orfanotrofio è subito messo in funzione e accoglie i primi bambini. Il Padre si è dato da fare tutt’intorno sollecitando aiuti là dove poteva e la Provvidenza non gli è stata avara.
Padre Mario resterà nell’Arcidiocesi di Gaeta fino all’8 ottobre 1958, quando in treno parte per altra destinazione proprio nella notte in cui a Roma il Santo Padre Pio XII raggiungeva il suo Paradiso.


A cura di Sr. Carmela Picano

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