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Sedicesima Puntata: Uno sguardo retrospettivo

La precedente puntata comunicava la gioia di aver dato all’Opus Mariae Reginae la sua Casa: “Ce l’abbiamo fatta!”. Sì, perché ogni famiglia raggiunge la sua sicurezza e stabilità quando ha una casa propria. Comprensibile allora la commovente gioia del nostro venerato Padre Fondatore nell’inaugurarla e assicurare nelle sue mura la continuità della Famiglia che Dio solo, solo Dio, ha voluto porre sulle sue forti spalle.
Senza dubbio è stato sempre e solo lui il Cireneo del lungo cammino che la Congregazione ha percorso dalla sua preistoria alla sua preziosa stabilizzazione. I cuori diffidenti, le critiche inopportune, i sorrisi ironici e quant’altro oggi hanno dato e danno spazio a lusinghiere approvazioni, ad apprezzamenti esaltanti che anche nella nostra prima missione all’estero, nel Messico, si stanno rivelando. Ma l’instancabile Fondatore e Padre della Congregazione vi ha speso tutta la sua vita.
Sognava di poter essere Sacerdote e Parroco. Da giovanissimo sognava la Parrocchia con tutta la ricchezza delle sue attività apostoliche. Il Seminario lo respinge. Va da San Giovanni Calabria. Neppure qui può fermarsi e andare avanti. Lo stesso Padre Calabria lo “regala” ai Guanelliani, e qui finalmente può raggiungere la meta: è consacrato Sacerdote. E nel giorno della consacrazione – 8 Marzo 1941 – sente e fonda nel suo cuore, come da ispirazione divina, quella che poi sarà la Congregazione Mariana “Opus Mariae Reginae”.
È volontà di Dio e con Dio non si discute, con Dio si ama. Messo da parte ogni suo desiderio, pronuncia il suo Fiat. E, come dal Fiat di Maria, orientata verso tutt’altro orizzonte, si incarna il Verbo di Dio, così dal Fiat di Padre Mario Maria Merlin inizia la germinazione della futura Congregazione.
La nostra cara Italia è figura di uno stivale e lo stivale serve per camminare. E quanto ha camminato in lungo e in largo il nostro Padre per le vie dell’Italia? Un religioso, si sa, non ha una sua sede stabile e, in obbedienza ai suoi Superiori, a seconda dei bisogni della famiglia religiosa a cui appartiene e delle qualità proprio del soggetto, viene inviato ora qua ora là. A Padre Mario è capitato molto spesso proprio così. Anche questo però faceva parte del disegno di Dio su di lui per la realizzazione dell’Opera che Dio gli aveva affidato. Infatti, dovunque fosse inviato, Veneto, Lazio, Puglia, ovunque seminava quanto il Signore e la Vergine gli avevano ispirato e di cui avevano colmato il suo cuore. E anime generose si donavano per vivere il suo stesso ideale fondante la futura Congregazione: “Purezza, Amore e Sacrificio nel Solo Gesú e Maria”.
Dopo un brevissimo periodo ai piedi delle Dolomiti viene inviato in Puglia nella parrocchia di Pozzo Guacito e lí organizza le attività dell’Azione Cattolica per giovani, adulti, piccoli. Ma non sta fermo. Gira e rigira per tutto il circondario predicando e confessando. Una volta conosciuto non è mai lasciato in pace e corre a donare la sua fatica sacerdotale e missionaria.
Le primissime Sorelle della Bianca Aiola, come chiamava l’Opera che sarebbe fiorita in seguito, è proprio in Puglia che nascono e vivono la loro ardente giovinezza.


A cura di Sr. Carmela Picano

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