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Tredicesima Puntata: Si va avanti, ma…

Dunque siamo in attesa che sul Comune di Formia si riunisca il Consiglio per esaminare e approvare il progetto della nostra Casa Generalizia. Ma quando? Il Sindaco ci aveva assicurato che le finalità dell’Opera avrebbero consentito l’approvazione del progetto, ma bisognava che il Consiglio preposto approvasse ponendo nero su bianco. La data di tale Consiglio non veniva mai fuori e ogni sabato alle ore 14 la Sorella Responsabile sostava davanti alla casa del Sindaco – impossibile trovarlo al Comune, mentre a quell’ora rientrava in casa – per sollecitare e conoscere quando sarebbe stato il giorno giusto.
Finalmente venne una data: “Sabato prossimo, 16 dicembre 1972, ci sarà la riunione di Consiglio e certamente esamineremo il suo progetto”. Parole ricevute con grande gioia e subito trasmesse a Padre Mario che nella sua residenza di Casaleone (VR) seguiva ogni passo dell’Opera in costante preghiera.
A questo punto è doveroso fare una digressione.
Il Padre, infatti, dopo un periodo di residenza in Cerea (VR), ora risiedeva in Casaleone. Un’antica benefattrice conosciuta sul Santuario della Civita in ltri negli anni cinquanta, in seguito ad una benedi­zione del Padre a nome della Madonna dello stesso Santuario, aveva avuto la guarigione dal cancro e mai lo aveva abbandonato con la sua assistenza benefica. Aveva costruito in Casaleone una sua villetta e, quando decise di trasferirsi definitivamente nella sua Napoli, donò la villetta al Padre che qui si stabilì. Ormai, svincolato dai Superiori della Congregazione dei “Servi della Carità” (Guanelliani), da ogni obbli­go nei loro confronti per darsi completamente alla guida dell’ Opus Mariae Reginae, creatura che la Volontà di Dio a lui aveva affidata, viveva e operava sempre al servizio della stessa. In Casaleone officiava nella Parrocchia e confessava ore ininterrotte, poiché il suo confessionale era assediato di anime in cerca di pace e consiglio. Spesso però si assentava per andare in visita ai Cenacoli che presto si erano moltipli­cati per richiesta di Parroci o Amministrazioni Comunali per le loro opere parrocchiali e, soprattutto, per la conduzione di scuole materne. Padre Mario non ha mai abbandonato la sua “creatura” e anche con avventurose acrobazie assisteva il suo cammino, incontrava le sue figlie incoraggiandole, illuminandole perché la gloria di Dio si manifestasse nella loro vita donata all’Amore, alla Purezza e al Sacrificio, nelle loro opere di donazione alle anime attraverso la preghiera, la scuola dell’infanzia, l’Oratorio Femminile.
Ricevuta, dunque, la data della riunione di Consiglio, la mattina del 16 dicembre, terminate le sue ore di insegnamento, la Sorella va a piazzarsi sul Comune davanti ad un lungo corridoio nella cui prima stanza si sentiva il vociare dei Consiglieri. L’attesa fu lunga e alle h. 14 ecco uscire il Sindaco salutando tutti e con tanti fascicoli sotto il braccio. Ma vede la Sorella e rientrando dice : “No, vagliù (ragazzi), non è finita, ci sta l’Opera Mariana!”. Ancora un quarto d’ora ed esce di nuovo per dire alla Sorella che non era stato possibile dare l’approvazione, poiché mancava l’Ufficiale Sanitario allontanatosi prima dall’as­semblea, ma la cui presenza era importante poiché il terreno in questione, trovandosi al confine della città, non aveva né servizio di acqua, né sistema fognario.
E per avere l’approvazione definitiva passarono ancora sei lunghi mesi di preghiere, di approcci vari, di ogni possibile passo che si potesse fare. Quando finalmente si ebbe l’approvazione del progetto era il 14 giugno 1973. La gioia fu molta e si procedette subito per dare l’appalto dei lavori ad una ditta competente.
Subito però l’orizzonte si coprì di altri neri nuvoloni.


A cura di Sr. Carmela Picano

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