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Dodicesima Puntata: A passettini…per molti sassi!

Ogni Congregazione Religiosa necessita di una sua Casa Madre dove possano risiedere i Responsa­bili della stessa e dove ogni Congregata, all’occorrenza, sa di avere un suo posto. Il Consiglio Diret­tivo dell’Opus Mariae Reginae – allora Movimento Mariano – cominciò la sua vita comunitaria nel 1970 in un appartamento preso in fitto con solo quattro vani e servizi e uno di questi quattro vani, il più spazioso, era adibito a Cappella. La necessità più impellente dunque era provvedere ad una Casa Madre. Il nostro venerato Padre Fondatore ci esortò a metterci alla ricerca.La Provvidenza cominciò a venirci in aiuto quasi subito, ma per un percorso lungo e ricco di sassi e sassolini mai sospettati. Una figlia spirituale di Padre Mario aveva ereditato dal suo papà ormai deceduto un appezzamento di terreno sito sulla Via Appia in contrada S. Angelo in Comune di Formia, al confine con ltri verso Roma al Nord e Gaeta verso il mare a Sud. Da subito, quando la necessità di una casa si rese palese, ella offrì al Padre la disponibilità di questo terreno. Il Padre ne parlò con l’Ingegnere Bertelè, fratello della nostra prima Sorella Maggiore, che da Verona iniziò il progetto, bello, grande, adeguato alle necessità. Ma, presentato il progetto al Comune di Formia, il primo intoppo: il sito risulta in catasto come terreno agricolo, e quindi non edificabile secondo il piano regolatore del Comune di Formia.Che fare? Cercare un nuovo terreno. Non è stato facile, ma le ricerche andavano avanti. Un’altra signo­rina di Gaeta offrì la disponibilità di un suo terreno al confine di Formia verso Sud e in ringraziamento di tale dono della Provvi­denza si fece col Padre e l’offerente un pellegrinaggio al Santuario di Montevergine. Ma anche su questo terreno non era permesso costruire. In seguito ci fu l’offerta di un altro terreno da parte di una coppia di anziani di Spigno Saturnia, terreno posto su una collinetta molto bella. Il terreno era stato offerto all’Arcivescovo di Gaeta, Mons. Lorenzo Gargiulo, ma egli indirizzò a noi i due offerenti. Anche qui però niente da fare. Il tempo passava e la Casa sembrava un miraggio.Una sera che Padre Mario, trovandosi a Formia, era andato a visitare il Cenacolo di Fondi – le nostre Comunità si chiamano “Cenacoli” – tornò ebbro di gioia per l’annuncio dell’offerta di un ulteriore terreno. Chiese di andare subito il giorno dopo sul Comune di Fondi per conoscere la possibilità edificatoria di quel terreno. Anche questa volta la fumata fu nera.
Il Padre pensò di spostare tutto ad altra regione, bassa o alta Italia che sia, ma l’orizzonte, da qualunque parte lo si osservasse, era nero.
Spuntò dopo tre anni una luce: considerate le finalità dell’opera da eseguire, il Comune di Formia poteva concedere una deroga al piano regolatore riguardo al primo progetto presentato sul terreno in contrada S. Angelo e la Casa si sarebbe potuta costruire. Allora procediamo? Tutto superato? Si, si poteva, ma il bello non era ancora venuto!


A cura di Sr. Carmela Picano

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