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Prima Puntata: “Il bastone della vecchiaia”

Era proprio il 6 febbraio del 1911 quando nella casa dei coniugi Maria e Domenico Merlin comin­ciò a vagire una nuova vita. Era il tredicesimo bebé che arrivava in quella casa già tanto ricca di vita. Mentre la nonna, improvvisata profetessa, gridava: “È nato un prete! È nato un prete!”, al piccolo fu dato il nome di Mario che, nella mentalità di chi così l’aveva voluto chia­mare, doveva essere il corrispondente maschile di Maria.
E perché questo nome così allusivo alla Madonna? Per due motivi: per affidare subito il piccolo alla Madre Celeste Maria perché la mamma terrena, anch’essa Maria, in seguito al parto era in grave pericolo di vita, e poi per evocare sempre in seguito il ricordo di questa mamma. All’anagrafe il suo nome fu: Mario Arturo Merlin.
La Madonna accolse il dono e la supplica in tutti i sensi: la mamma guarì e lo vide Prete e Padre.
Il piccolo Mario cresceva forte e buo­no. Quando l’età glielo permise, entrò anch’egli  nel lavoro dei campi e alla guida dei buoi, risultando il più bravo bovario del circondario.
I genitori lo adoravano e vedevano in lui quello che sarebbe stato il bastone della loro vecchiaia, poiché i fratelli più grandi già avevano preso la loro strada.
Amò tutti i fratelli e le sorelle, ma ebbe un feeling speciale con Alessandro, il primo di tutti, e proprio questi sarà nella sua vita il suo angelo custode in terra.
Frequentava la chiesa, il catechismo, crescendo forte nella fede sotto la guida accorta e profondamente cristiana della mamma, che catechizzava i figli anche mentre rigovernava le stoviglie, e poi di tutta la famiglia. Quando, infatti, si presentò al Parroco per l’esame di ammissione ai sacra­menti, questi riconoscendolo gli disse : “Ah, tu sei figlio della Marietta? Va’, va’!”. E fu tutto l’esame.
Quante volte Padre Mario ci ha parlato della sua vita in Azione Cattolica, del suo entusia­smo, delle sue corse in bicicletta per raggiun­gere i compagni di associazione e insieme organizzare, buttarsi in ogni impegno con gioia e brio tutto giovanile.
Ma gli anni passano e anche Mario cresce e sogna il suo futuro come tutti i giovani. A 17 anni una giovane lo colpisce e, fattosi corag­gio, come ben si usava a quei tempi, mentre correva in bicicletta una domenica la incon­trò che andava a Messa. Scese dalla biciclet­ta, avvicinò Teresa e l’accompagnò in chiesa. Tornato a casa dopo la Messa disse subito alla mamma : “Mamma, voglio farmi prete!”
Cosa è avvenuto in quella chiesa durante quella S. Messa? Cosa avrà ascoltato, quali luci si saranno accese nella sua mente, nel suo cuore? Cosa sarà mai successo? E un segreto che Padre Mario non ha mai rivelato e ha portato con sé. A noi diceva sempre, senza precisare però tempi e luoghi, che la Madonna gli aveva chiesto di fondarle una Famiglia di giovanette pure e innamorate di Gesù per aiutare altre giovanette a vivere la loro dignità, la loro vocazione di vere donne.
“Mamma, voglio farmi prete!”. Il bastone della vecchiaia era caduto dalle mani della mamma!
Dunque, bisogna andare in seminario, prepararsi per essere prete. E qui comincia per il giova­ne Mario la salita al Calvario.

 

A cura di Sr. Carmela Picano

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