Le sorprese di Dio

Ogni incontro tra giovani è “condito” dalle parole di un sacerdote e l’Incontro-scuola di quest’anno è stato caratterizzato dalle parole di due sacerdoti: Don Gino e Don Lelio. Il primo lo conoscevamo già tutte, mentre il secondo è stata una vera e propria sorpresa! La Sorella Agnese durante un incontro tra “Giò” ci aveva anticipato che Don Lelio aveva una storia di vita particolare e che – chissà – forse ce ne avrebbe parlato.
Don  Lelio Grappasonno si è subito presentato a noi come una persona “alla mano”, gentile, cordiale e disponibile, portatrice di quella “chiesa nuova” (così come la chiamava lui) che esalta i valori della semplicità, della povertà e della comprensione per l’altro; per farla breve segue e sostiene l’indirizzo dato alla chiesa da Papa Francesco. Con il nostro Santo Padre Don Lelio ha un’altra cosa in comune: la provenienza geografica!
Don Lelio, infatti, è nato in Argentina, ma a differenza di Papa Francesco non si è dedicato alla spiritualità fin dalla giovinezza: era un musicista famoso e, in un momento in cui nella sua vita contavano solo il denaro e la celebrità, è stato letteralmente “illuminato” da Dio che gli ha indicato la strada per la felicità, quella vera che solo Dio può donare!
Noi ragazze (ma anche le Sorelle!) abbiamo ascoltato Don Lelio completamente rapite, l’attenzione e l’interesse quando Lui parlava erano al massimo!
Il clima in cui si svolgevano le celebrazioni era piacevolmente familiare è proprio per questo abbiamo vissuto tutte le funzioni senza annoiarci o distrarci, colpite dall’abbraccio di Dio che si concretizzava attraverso le parole di Don Lelio.
Non finiremo mai di ringraziare l’Oratorio per averci permesso di vivere ancora una volta un’esperienza così forte e coinvolgente in cui è stato possibile vivere, ascoltare e apprezzare l’amore di Dio che si è manifestato a noi in tutta la sua gioiosa forza.
E ancora…un’altra Oratoriana scrive.

É davvero così,proprio come ha detto Daniela…Ho 17 anni e frequento l’Oratorio da 10, ho dunque davvero tanto di cui essere grata.Sono andata per la prima volta per fare compagnia ad una mia amica, l’ho fatto da bambina che voleva occupare il suo tempo libero, poi ho vissuto quel periodo di dubbio di un’adolescente distratta, in cerca di qualcosa, ora lo vivo come una giovane con una sua scelta ben precisa.A volte mi chiedo: quanta importanza darà, un ragazzo qualsiasi, all’avere un punto di riferimento? La risposta è spesso dettata dai fatti: uscirà senza una meta, si sveglierà senza sapere cosa fare, andrà a scuola tanto per…e così ogni giorno della sua vita.Ad un’Oratoriana questo non potrà mai succedere: ecco il primo dono per cui sono grata; una giovane formata nell’Opus Mariae Reginae si alza la mattina con tanta voglia di fare, di donarsi e di ricevere, di incontrare le sue piccole, di arricchire il cuore di quella carica in più che viene da Dio.Quanti altri giovani possono dire inoltre di avere due famiglie, due papà, due mamme, tantissimi fratelli e sorelle? Un’Oratoriana può…Ma il regalo più bello che le Sorelle ci porgono ogni anno é proprio lui, l’attesissimo incontro-scuola.È davvero una sensazione indescrivibile, incontrare per pochi giorni, dopo un anno intero, ragazze di tutte le età e che, in ogni parte d’Italia, fanno la tua stessa esperienza di vita.Ci passi insieme pochi minuti e quasi ti sembra di non averle mai lasciate: ecco il volto di Dio negli altri.Questa é la differenza tra una giovane che vive la sua vita a redini sciolte ed un’Oratoriana: noi non siamo mai sole, abbiamo sempre due ottimi compagni di viaggio…Gesù e Maria…Maria TeresaItri (LT)