Lo scorso 31 gennaio noi giovani dell’Oratorio di Ceglie Messapica abbiamo accolto l’invito delle Sorelle a trascorrere insieme un mini-ritiro in Oratorio sotto la guida di un bravissimo e giovane Sacerdote; Don Daniele , vice-parroco presso una Parrocchia di Castellana Grotte (Ba). Ormai da più di un anno Don Daniele ci segue nel nostro cammino di fede con approfondimenti e spunti di riflessione che sanno sempre “scuoterci” dalla quotidianità in cui siamo immerse e che spesso ci lascia ai margini della vita di fede.
In questo ultimo incontro Don Daniele ci ha magistralmente introdotte alla pratica della Lectio Divina sul brano della Bibbia “Unzione di Davide” (Samuele 16,1b.4.6-7.10-13a 
Dopo la lettura del brano ci ha lasciato del tempo perché ognuna interiorizzasse le parole lette e si lasciasse penetrare dalla parola del Signore, per poi condividerne insieme le conclusioni o gli interrogativi e trarne insieme un messaggio per la nostra vita.
Don Daniele ci ha portate a riflettere sullo sguardo diverso che Dio ha per l’uomo, uno sguardo che rifugge le logiche umane e moderne ma che va dritto al cuore di chi lo ascolta o di chi egli vuole richiamare al suo cuore. Ma sta a noi riconoscere gli occhi di Dio nella nostra vita e lasciare che questo sguardo ci penetri, attraversi la nostra vita, trasformandola nel profondo.
A noi anche riconoscere in Dio, in Gesù la porta attraverso cui passare per trovare la gioia vera, quella bella che dà serenità al cuore e ancor più in questo anno della MISERICORDIA in cui ognuno, guardato dal volto misericordioso di Dio, possa a sua volta portare questo sguardo ovunque e in ogni situazione.

Daniela Pinto

Di seguito il brano biblico di riferimento

 

Unzione di Davide

1E il Signore disse a Samuele: «Fino a quando piangerai su Saul, mentre io l’ho rigettato perché non regni su Israele? Riempi di olio il tuo corno e parti. Ti ordino di andare da Iesse il Betlemmita, perché tra i suoi figli mi sono scelto un re». 2Samuele rispose: «Come posso andare? Saul lo verrà a sapere e mi ucciderà». Il Signore soggiunse: «Prenderai con te una giovenca e dirai: Sono venuto per sacrificare al Signore. 3Inviterai quindi Iesse al sacrificio. Allora io ti indicherò quello che dovrai fare e tu ungerai colui che io ti dirò». 4Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato e venne a Betlemme; gli anziani della città gli vennero incontro trepidanti e gli chiesero: «E’ di buon augurio la tua venuta?». 5Rispose: «E’ di buon augurio. Sono venuto per sacrificare al Signore. Provvedete a purificarvi, poi venite con me al sacrificio». Fece purificare anche Iesse e i suoi figli e li invitò al sacrificio. 6Quando furono entrati, egli osservò Eliab e chiese: «E’ forse davanti al Signore il suo consacrato?». 7Il Signore rispose a Samuele: «Non guardare al suo aspetto né all’imponenza della sua statura. Io l’ho scartato, perché io non guardo ciò che guarda l’uomo. L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore». 8Iesse fece allora venire Abìnadab e lo presentò a Samuele, ma questi disse: «Nemmeno su costui cade la scelta del Signore». 9Iesse fece passare Samma e quegli disse: «Nemmeno su costui cade la scelta del Signore». 10Iesse presentò a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripetè a Iesse: «Il Signore non ha scelto nessuno di questi». 11Samuele chiese a Iesse: «Sono qui tutti i giovani?». Rispose Iesse: «Rimane ancora il più piccolo che ora sta a pascolare il gregge». Samuele ordinò a Iesse: «Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui». 12Quegli mandò a chiamarlo e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e gentile di aspetto. Disse il Signore: «Alzati e ungilo: è lui!». 13Samuele prese il corno dell’olio e lo consacrò con l’unzione in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore si posò su Davide da quel giorno in poi. Samuele poi si alzò e tornò a Rama.